7 marzo
Strada bella fino a Chilecito, famosa per il suo vino. Poi il viaggio verso Belen si annuncia noioso, quindi deviamo verso  Famatina, Charnamuyo, Pituil e torniamo sulla 40. Deviazione stupenda, per gole di roccia rossa e canions profondissimi. Famatina centro agricolo  di noci, molto verde. Poi sulla 40 deserto e rettifilo fino a Londres, dove visitiamo le rovine inca di Schinkal: con un sole rovente saliamo su un cocuzzolo con rovine e bel panorama. solo noi e due francesi. Poi Belen. Hotel Belen, molto lussuoso. Strano posto, hotel enorme e centro culturale della provincia, in un paesino minuscolo. La sera tutti i ristoranti chiusi, chiediamo informazioni a un poliziotto che masticava una palla forse di coca. Poi troviamo un bar-pizzeria che ci fa una bella insalata e bistecche.

Prima di cena comprato uno scialle di vigogna, in omaggio una borsetta e formaggio di capra con cotognata. Mangiamo formaggio e marmellata su una panchina nella piazza del paese, buonissimi.

8 marzo Belen- Cafayate, con visita a Hualfin, molto grazioso con bella chiesetta del ‘700 e madonnina su una piccola altura con bel panorama sul villaggio verdissimo. Visita alle rovine Quilmes. Appena arrivati a Cafayate andiamo subito a vedere la quebrada, spettacolosa .

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Lungo la strada molti Cardones

 

 

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Spinosissimi

 

 

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alcuni sono fioriti

 

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La strada è in ambiente semi-desertico, ma con bei fiori di tanto in tanto

Di tutte le specie

 

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e di tutte le forme

 

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Questa sembra una pianta parassita

 

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una malva

 

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Le rovine di Schinkal. Sotto un sole rovente saliamo un montarozzo, identico a quello della foto. Poi sopraffatti dal caldo andiamo a visitare il piccolo museo (torrido)

 

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un Zinnia ?

 

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questo era alle rovine di Schinkal

 

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Un grande santuario della Difunta Correa

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Molto signorile: poche bottiglie ma tanti ornamenti

 

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Hualfin. Un tabernacolo scavato nel tronco di un Palo Borracho

 

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un fiore della forma e dai colori delicati

 

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Rocce colorate

 

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Chi dice che i cimiteri sono tristi?

 

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Rocce ancora più colorate

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la chiesetta di Hualfin

 

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con un bel pulpito in legno scolpito. Non esiste, neanche dall'altra parte del muro, una scala da cui il predicatore possa salire.

Forse è come il predicatore di Moby Dick, padre Mapple, che saliva con una scala di corda da marinaio che poi ritirava dall'alto.

 

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L'esterno della chiesetta

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Hualfin dall'alto di una specie di monumento-punto panoramico che sovrasta il paese. Anche se circondato da un ambiete desertico, il paese è molto verde e i dintorni ben coltivati

 

 

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Quilmes.
Circondate dai cactus le rovine di Quilmes dalla pianura si estendono verso due alture affiancate.

 

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tra i sassi dei muretti

 

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Rimangono solo i muri perimetrali delle costruzioni di un centro fondato intorno al 1000. I circa 5000 abitanti si mantennero indipendenti dagli Inca, ma furono poi sterminati dagli spagnoli.

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Pare che gli abitanti avessero la pretesa di coltivare le proprie terre invece che fare da schiavi agli spagnoli. Giustamente furono fatti fuori e i superstiti vennero deportati a Buenos Aires

 

 

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fiori sulla scarpata

 

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Le rovine dall'alto di un tempio-fortezza che sovrastava l'abitato

 

 

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La pianura cosparsa di cactus

Dato un passaggio a due indios, il vecchio sembrava Geronimo. Visitata Santa Maria , priva di interesse. C’è una grossa struttura con discoteca etc. orribile, fatto come tanti enormi forni a semisfera, di vari colori.

 

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Pare che la abbondanza di cactus Cardon in queste aree sia stimolata dal fatto che gli abitanti e/o gli animali domestici si cibavano dei frutti della pianta e poi, con le feci, disperdevano (e concimavano) i semi

 

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Raggiunta Cafayate ci dirigiamo subito verso la Quebrada, per vederla con le luci calde del pomeriggio

La quebrada di Cafayate è la valle che sale verso Salta, lungo il corso del Rio Calchaqui (che scende da Nord Ovest, da Molinos, e fa una curva a Cafayate per dirigersi a Nord Est, lungo la quebrada)

 

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E' una valle ampia, contornata da pareti di roccia rossa caratterizzata da erosioni spettacolose

 

 

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Pinnacoli traforati

 

 

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Merletti ondulati

 

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dai dettagli straordinari

 

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Stratificazioni policrome

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non ostante l'ambiente arido qualche fiore si trova sempre

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colori inverosimili

 

 

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forme fantasiose

 

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Questa è la città dei pappagalli. ogni buco della parete è un nido

 

 

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e il gridare dei pappagalli è assordante

 

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colori strepitosi nel pomeriggio

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valli laterali terminano a fondo cieco con tracce di cascate: la Garganta del Diablo

 

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L'omino in ombra vicino alla grotta aiuta a capire le dimensioni del colatoio

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pareti altissime

 

 

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che delimitano gole strette: l'ingresso all'Anfiteatro

 

alcune delle gole laterali hanno il fondo pianeggiante

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altre sono scoscese

 

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fiori giallo oro

 

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mentre altre sono ripide e imgombre di massi

 

aperture della valle

 

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ripide pareti erose

 

 

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e giochi di luce e colore

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accentuati dalla luce del pomeriggio inoltrato

 

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In uno slargo della valle un baretto con lama parcheggiato

 

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ormai siamo vicini al tramonto

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e usciamo dalla quebrada

 

 

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un convolvolo tra i sassi

 

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accompagnati da un gregge di capre

 

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che tornano

 

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dopo essersi abbeverate al fiume (un po' fangoso)

 

 

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Tornando a Cafayate sui monti si prepara un temporale

A Cafayate Hotel Ospedaje del Valle, molto carino con bellissimo giardino.

Cena da Baco con eccellente  locro (una zuppa di verdure e carne), vino Torrontes ottimo. Sulla piazza, tornando in albergo, un tizio offre grosse buste… coca, coca. Tornati in albergo un profumo buonissimo, la padrona sta facendo la cotognata in una bella pentola di rame.

 

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